Il contributo si propone di offrire una prima indagine quantitativa relativamente alla caratterizzazione del lessico del cosiddetto “Occitano Cisalpino”, vale a dire l’insieme delle varietà occitane parlate nelle vallate del Piemonte. L’analisi quantitativa utilizza come base dati un campione lessicale estratto dalle prime 150 carte dell’ALF-Atlas Linguistique de la France (1902-1910) e dalle carte corrispondenti dell’AIS-Atlante Italo-Svizzero (1928-1940), applicando tradizionali metodologie lessicostatistiche (Swadesh 1952). Sedici varietà o gruppi linguistici, collocate nel continuum geolinguistico tanto gallo- che italoromanzo e comprendenti anche le lingue nazionali francese e italiano), vengono adottate come target per il confronto , al fine di ottenere statistiche di “convergenza lessicale” e di delineare il quadro completo del rapporto di convergenza con le diverse sub-varietà che compongono l’occitano cisalpino (settentrionali, centrali e meridionali; cfr. Regis 2011 e Garnier 2020). Il risultato più rilevante del confronto è l’emergenza di una sorta di “lega linguistica Alpin” (quasi in forma di “Sprachbund”) composta dalle varietà tanto galloromanze (nell’ordine: vivaro-alpino, francoprovenzale transalpino e cisalpino, provenzale) poste a cavallo delle Alpi Occidentali; una solidarietà che indurrebbe persino a ripensare criticamente la partizione dialettale primaria corrente dell’occitano (Garnier 2020 e altri, che riprendono la proposta di Pierre Bec, risalente agli anni Settanta) in parlate occitane settentrionali (limosino, alverniate, vivaro-alpino) e meridionali (linguadociano e provenzale).

L’occitano cisalpino (OC-Cis) e la sua ‘solidarietà lessicale’ con le aree gallo- e italoromanza

raimondi
2024-01-01

Abstract

Il contributo si propone di offrire una prima indagine quantitativa relativamente alla caratterizzazione del lessico del cosiddetto “Occitano Cisalpino”, vale a dire l’insieme delle varietà occitane parlate nelle vallate del Piemonte. L’analisi quantitativa utilizza come base dati un campione lessicale estratto dalle prime 150 carte dell’ALF-Atlas Linguistique de la France (1902-1910) e dalle carte corrispondenti dell’AIS-Atlante Italo-Svizzero (1928-1940), applicando tradizionali metodologie lessicostatistiche (Swadesh 1952). Sedici varietà o gruppi linguistici, collocate nel continuum geolinguistico tanto gallo- che italoromanzo e comprendenti anche le lingue nazionali francese e italiano), vengono adottate come target per il confronto , al fine di ottenere statistiche di “convergenza lessicale” e di delineare il quadro completo del rapporto di convergenza con le diverse sub-varietà che compongono l’occitano cisalpino (settentrionali, centrali e meridionali; cfr. Regis 2011 e Garnier 2020). Il risultato più rilevante del confronto è l’emergenza di una sorta di “lega linguistica Alpin” (quasi in forma di “Sprachbund”) composta dalle varietà tanto galloromanze (nell’ordine: vivaro-alpino, francoprovenzale transalpino e cisalpino, provenzale) poste a cavallo delle Alpi Occidentali; una solidarietà che indurrebbe persino a ripensare criticamente la partizione dialettale primaria corrente dell’occitano (Garnier 2020 e altri, che riprendono la proposta di Pierre Bec, risalente agli anni Settanta) in parlate occitane settentrionali (limosino, alverniate, vivaro-alpino) e meridionali (linguadociano e provenzale).
2024
9788836134434
Occitano Cisalpino
Lessicostatistica
Alpi
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