Sono circa quindici anni che alla lettura di fumetti per passione nel tempo libero, si è affiancata quella, sempre per passione, svolta durante la mia attività professionale di ricercatore universitario in pedagogia generale e sociale. Una lettura praticata alla luce del sole, senza la paura di biasimo dei colleghi o il rischio di un richiamo all’ordine. E questo perché le vignette, le strisce, le tavole sono diventate progressivamente parte delle mie lezioni, una sorta di complici per giocare con i linguaggi, per superare stereotipie, decentrare punti di vista, scoprire la contraddittorietà e complessità dell’infanzia, quella in carne ed ossa (Bertolino, 2017). Particolarmente interessanti e funzionali si sono subito rivelati i fumetti con protagonisti bambini, motivo per cui assieme ad alcuni laureandi di Scienze della Formazione Primaria, ora dottoresse e dottori, ci eravamo posti l’obiettivo ambizioso di riuscire a scoprire e schedare ben cento diversi bambini di carta (Forte, 2011). Sinceramente non avevo capito ancora molto della ricchezza della relazione tra il mondo dell’infanzia e il fumetto, perché velocemente e facilmente giunti al novantanovesimo ritrovamento abbiamo alzato l’asticella a 200, poi a 300, poi a 400 ed ancora continuano i nuovi incontri (Balducci, 2015; Zorzetto, 2017). Bicot, Cedric, Dennis, Mafalda, Nancy, Quadratino, Titeuf, sono solo pochi rappresentanti famosi di un censimento tutt’ora in progress, un lavoro di ricerca che ha richiesto di definire delle metodologie (dove e come cercare) e dei confini (cosa cercare, cosa includere/escludere). Ma il problema più grosso da superare o almeno da contenere è che ogni nuova scoperta scatena il desiderio di mettersi a leggere strisce e tavole, di scivolare da ricercatore con precisi obiettivi ad appassionato lettore. È in questo stato bipolare che prendo il coraggio di presentare, attraverso tre fumetti esemplificativi, una personale top compilation di miei amici di carta, valida esclusivamente nel qui ed ora del momento in cui scrivo: Liò di Mark Tatulli, Enriqueta di Liniers e Thatababy di Paul Trap. Ovviamente questo è il mio modo di invitarvi a scoprirli e leggerli assieme a me!

Bambini di carta. Alleati inaspettati per avventurarsi nella Natura.

Bertolino F.
2026-01-01

Abstract

Sono circa quindici anni che alla lettura di fumetti per passione nel tempo libero, si è affiancata quella, sempre per passione, svolta durante la mia attività professionale di ricercatore universitario in pedagogia generale e sociale. Una lettura praticata alla luce del sole, senza la paura di biasimo dei colleghi o il rischio di un richiamo all’ordine. E questo perché le vignette, le strisce, le tavole sono diventate progressivamente parte delle mie lezioni, una sorta di complici per giocare con i linguaggi, per superare stereotipie, decentrare punti di vista, scoprire la contraddittorietà e complessità dell’infanzia, quella in carne ed ossa (Bertolino, 2017). Particolarmente interessanti e funzionali si sono subito rivelati i fumetti con protagonisti bambini, motivo per cui assieme ad alcuni laureandi di Scienze della Formazione Primaria, ora dottoresse e dottori, ci eravamo posti l’obiettivo ambizioso di riuscire a scoprire e schedare ben cento diversi bambini di carta (Forte, 2011). Sinceramente non avevo capito ancora molto della ricchezza della relazione tra il mondo dell’infanzia e il fumetto, perché velocemente e facilmente giunti al novantanovesimo ritrovamento abbiamo alzato l’asticella a 200, poi a 300, poi a 400 ed ancora continuano i nuovi incontri (Balducci, 2015; Zorzetto, 2017). Bicot, Cedric, Dennis, Mafalda, Nancy, Quadratino, Titeuf, sono solo pochi rappresentanti famosi di un censimento tutt’ora in progress, un lavoro di ricerca che ha richiesto di definire delle metodologie (dove e come cercare) e dei confini (cosa cercare, cosa includere/escludere). Ma il problema più grosso da superare o almeno da contenere è che ogni nuova scoperta scatena il desiderio di mettersi a leggere strisce e tavole, di scivolare da ricercatore con precisi obiettivi ad appassionato lettore. È in questo stato bipolare che prendo il coraggio di presentare, attraverso tre fumetti esemplificativi, una personale top compilation di miei amici di carta, valida esclusivamente nel qui ed ora del momento in cui scrivo: Liò di Mark Tatulli, Enriqueta di Liniers e Thatababy di Paul Trap. Ovviamente questo è il mio modo di invitarvi a scoprirli e leggerli assieme a me!
2026
9788829033096
Ecocritica, Fumetti, Bambini di carta, Natura
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